Non solo la Svizzera è uno dei pochissimi paesi al mondo che non ha ancora ratificato la convenzione quadro dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) sulla lotta al tabagismo, ma da noi i rappresentanti dei fabbricanti di sigarette sono presenti in tutte le istituzioni e le commissioni che discutono le strategie per combattere gli effetti nocivi del fumo. Peggio della Svizzera fa soltanto la Repubblica Dominicana: in pratica tutte le famose repubbliche delle banane si lasciano influenzare meno dalle grandi lobby del tabacco, responsabili per milioni di morti, di quanto faccia la politica svizzera.
La ragione di tutto ciò è che in Svizzera hanno la loro sede le tre principali multinazionali del tabacco: Philip Morris, British American Tobacco e Japan Tobacco International. Qualcuno dei nostri lettori si ricorderà che già nel numero precedente di questi Quaderni avevamo sottolineato come Philip Morris aveva fortemente sovvenzionato la campagna elettorale dell’UDC. Per Alberto Polli, presidente dell’associazione svizzera non fumatori, il tutto è chiaro: “È vergognoso che la lobby del tabacco continua ad influire sulla politica federale” (CdT 14.11.2023, pag. 8).

