Per alcuni buontemponi (nel termine non è compreso L. Quadri), l’informazione alla RSI sarebbe troppo di sinistra. Anche mettendoci molta buona volontà, questo non è sicuramente il caso per il telegiornale.

La lista delle “zappate a destra” sarebbe lunga: ricordiamoci solo dell’appoggio all’intervento imperialista in Libia. Soprattutto sull’America Latina e in particolare su Cuba il telegiornale stravacca a destra. A cominciare dal suo improbabile collaboratore in America Latina Emiliano Guanella, quello del “Chavez era un dittatore”, quando aveva vinto ben 24 su 25 elezioni/votazioni.

È però con Cuba che il telegiornale di Comano ce l’ha soprattutto. Ultimamente a intervalli regolari descrivono la situazione drammatica dell’Isola: rifiuti non raccolti, mancanza d’energia e di luce, gente che fa molta fatica a sbarcare il lunario, farmacie senza medicamenti, negozi vuoti. Qualsiasi osservatore oggettivo sa che questa situazione, soprattutto ora che Cuba è sottoposta ad un assedio totale anche energetico da parte di Washington, è dovuta in massima parte all’embargo che dura da più di 60 anni: il più lungo e il più asfissiante della storia. Questo però non viene mai detto o, se ci si accenna, è come se si trattasse di un fatto totalmente secondario.

Manca ancora che dicano, come ha fatto più o meno l’improbabile Segretario di stato Rubio ultimamente, che il tutto è colpa “dei cattivi comunisti che mangiano i bambini” e poi sarebbero sulla stessa linea della CIA. Anche per la Flotilla “Nuestra América” di fine marzo, nonostante avessero una giornalista sul posto, la TSI è riuscita anche, contrariamente ad altre antenne televisive, a non intervistare Franco Cavalli, presidente di MediCuba-Europa, presente sul posto e coinvolto in varie azioni pubbliche. Su Cuba il Telegiornale di Comano non è per niente meglio di TeleMeloni.