Nella massima lega del campionato di hockey le differenze di disponibilità finanziaria tra le squadre stanno diventando troppo importanti. Solo le squadre straricche possono competere per il titolo e le posizioni di play off. Molti commentatori sportivi lamentano che nella massima lega del campionato di disco su ghiaccio le differenze di disponibilità finanziaria tra le squadre stiano diventando troppo importanti, cosicché sono poi solo le squadre straricche che possono competere per il titolo e le posizioni di play off. A prova di ciò, i salari pagati da queste squadre straricche stanno esplodendo, ciò che mette in gravi difficoltà le squadre economicamente più deboli, come l’Ambrì (HCAP). Ci vorrebbe quindi, come c’è nel NHL, un limite salariale.
All’interno della federazione attualmente alcune delle squadre ricche si oppongono a questa soluzione. Si dovrebbe perciò poter arrivare ad avere una decisione a maggioranza, che però per essere valida (ed evitare un ricorso ai tribunali) deve potersi basare su un articolo di legge, all’interno della legge sulla concorrenza. Al Nazionale l’UDC è sempre riuscita a bloccare la proposta: com’è noto lo ZSC (campione svizzero) è di proprietà dell’altro miliardario dell’UDC, W. Frey. Lo ZSC, rispettivamente l’UDC, sono sin qui riusciti quindi a bloccare tutto. Magari i sostenitori dell’HCAP che votano UDC se ne ricorderanno?

