Il tutto in pieno Manhattan, alle 6.30 di mattina, ripreso da molte videocamere. Dopo una forsennata caccia all’uomo, un paio di giorni dopo è stato arrestato. Nei social statunitensi si è poi scatenata un’incredibile campagna di sostegno al giovane omicida, assurto a moderno Robin Hood contro i feroci capi delle assicurazioni, equiparati a moderni tiranni sfruttatori della povera gente. Come ha ben detto Bernie Sanders “non si può certo approvare un assassinio, ma è ora che i gestori di questo sistema perfido ed immorale si rendano conto di quello che stanno facendo”. Anche da noi se ne parlato, ma non troppo. Dopo l’accettazione, anche se sul filo di lana, di EFAS, il nostro sistema di casse malati ha fatto un ulteriore passo verso la sua americanizzazione. Già negli ultimi anni da noi (pensiamo ai farmaci non concessi per il trattamento di casi oncologici in pediatria) ci sono stati segnali di una deriva che sta trasformando il nostro sistema, una volta almeno parzialmente sociale, verso una versione almeno light di quanto sta capitando ormai da decenni negli Stati Uniti. Sarà meglio che anche i nostri cassamalatari si rendano conto che la strada su cui si stanno incamminando è pericolosa: già ora sono profondamente mal visti dalla popolazione, da qui all’odio il passo è breve.