I più importanti: da diversi anni la legislazione nazionale prevede che l’aumento del salario minimo debba annualmente essere superiore all’aumento della produttività. Chiaramente questa misura sposta ogni anno un po’ di più la massa salariale a disposizione a favore della classe lavoratrice. 

Ultimamente alcuni media, anche se solo di sfuggita, hanno però riportato una notiziola interessante, soprattutto di questi tempi dove da mesi il popolo francese si batte contro l’autocrate Macron che vuole chiaramente peggiorare la situazione pensionistica. In Cina attualmente i lavoratori edili vanno in pensione a 50 anni: avete letto bene, 5 seguito da 0. A fronte della bassa natalità, dovuta alla politica troppo a lungo perseguita del figlio unico, il governo deve ora affrontare l’inizio di una crisi demografica, cioè l’aumento troppo rapido della percentuale di popolazione anziana: una piramide demografica ormai molto simile a quella dei paesi dell’Europa occidentale. Ecco, quindi, che il governo cinese ha lanciato l’idea di aumentare l’età di pensionamento dei lavoratori edili, tenuto conto anche del prolungamento dell’aspettativa di vita. Apriti cielo: le proteste, a livello di social media ma anche altrove, sono immediatamente scoppiate e si sono rapidamente estese. Pechino, perciò, ben presto ha fatto sapere, che per il momento non se ne faceva niente e che il problema rimaneva allo studio.

Che Macron sia andato recentemente in Cina anche per imparare qualcosa a questo proposito? Ci sembra molto poco probabile.