E questo già a partire dalla tiritera reazionaria, ripresa anche nel testo, sui cattivi maestri, che tante vittime innocenti ha fatto in Italia durante gli anni di piombo. Per lo Zantonelli il film avrebbe dovuto avere un altro titolo e cioè “Bruno Breguet, storia di un terrorista”. Perché è proprio sul tema della caccia ai terroristi che l’autore si scatena, mescolando in modo confuso personaggi diversi , ma soprattutto non distinguendo tra fatti reali e sue invenzioni Così si inventa che Giorgio Bellini abbia partecipato ad oltre 40 attentati, mentre di Gigi Galli dice che si tentò di dimostrare la sua vicinanza alle Brigate Rosse (BR): durante tutto il suo processo, anche se l’accusa fu notoriamente eccessivamente dura nei suoi confronti, di vicinanza alle BR non si era proprio mai parlato. Nell’ultima frase del suo sproloquio Zantonelli sembra molto dispiaciuto che sia Bellini che Galli sono ora “sereni e rilassati come chi è in pace con sé stesso”. Alcune altre chicche le lasciamo perdere. Ma una, tenuto conto di cosa sta capitando attualmente, va sottolineata. L’autore parla del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina come di un’organizzazione terroristica: in questo momento i suoi membri vengono indiscriminatamente massacrati nell’ambito del genocidio che Israele sta perpetrando. Gli occupanti colonialisti hanno sempre definito terroristi chi li combatteva: così i francesi in Algeria, i portoghesi in Africa, gli americani in Vietnam, ecc. ecc. È il linguaggio colonialista che usa ancora oggi Zantonelli.
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Zantonelli (o la Regione?) alla caccia di terroristi
Nell’edizione del 10 ottobre, la Regione ha pubblicato nella colonna di solito riservata all’editoriale, un articolo di Franco Zantonelli (“Bruno Breguet e i cattivi maestri”) che non avrebbe sicuramente sfigurato nel Mattino della Domenica. Il grande successo e non solo al Festival di Locarno, del documentario di Olmo Cerri “La scomparsa di Bruno Breguet” ha evidentemente scosso i nervi dello Zantonelli, il cui articolo sprizza astio e livore a piene mani.
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