Nei numeri precedenti abbiamo regolarmente dedicato spazio alla proposta fatta originariamente dal MPS per discutere, data la situazione storica molto particolare nella quale viviamo, una nuova ed efficace unità di sinistra in Ticino. Sul tema abbiamo intervistato Matteo Pronzini (Sulla proposta del MPS per un fronte unitario: Intervista a Matteo Pronzini, Q57, pagg. 4-5), Fabrizio Sirica (Tentativi di unificazione della sinistra: Intervista a Fabrizio Sirica, copresidente PS, Q58, pag. 7) e Marco Noi (A proposito dell’Unità a sinistra: Intervista a Marco Noi, Verdi del Ticino, Q59, pag. 3). Finora ci sono state poche reazioni o allora sono state abbastanza minimaliste. Per cercare di smuovere nuovamente le acque, MPS e ForumAlternativo rilanciano con un nuovo appello, che qui di seguito pubblichiamo assieme alla lista dei primi firmatari.
ASPETTIAMO VOLENTIERI CONTRIBUTI SUL TEMA, COMPRESI PRESE DI POSIZIONE MOLTO CRITICHE
APPELLO UNITARIO |
È ora di cambiare!
La fase politica e storica che stiamo attraversando, resa ancora più evidente dagli sviluppi politici internazionali, è segnata dal rafforzamento di pratiche autoritarie, dal deterioramento delle condizioni di vita della maggioranza della popolazione e dall’avanzata delle destre. Riarmo, crisi sociale ed ecologica, restringimento degli spazi democratici compongono un quadro allarmante.
In Ticino e in Svizzera questo processo si traduce nel consolidamento delle politiche neoliberali e nella subordinazione delle scelte politiche agli interessi del padronato: pressione su salari e pensioni, persistenza delle discriminazioni di genere, tagli alla spesa pubblica e alla ricerca, indebolimento dei servizi pubblici, banalizzazione dell’emergenza climatica.
Per tutte queste ragioni è necessario costruire un’opposizione politica e sociale unitaria, conflittuale e chiaramente alternativa, capace di:
- far diventare una priorità la lotta per i diritti delle donne, contro le discriminazioni di genere e la violenza contro le donne;
- difendere con coerenza salari, pensioni e condizioni di lavoro, contrastando dumping e precarizzazione; ottenere aumenti salariali che permettano di vivere decentemente non solo recuperando tutta l’inflazione, ma anche l’aumento della produttività che è andata solo a vantaggio del padronato;
- opporsi alle politiche di austerità e allo smantellamento dei servizi pubblici, in particolare nei settori della sanità, della scuola e della protezione sociale;
- opporsi alle politiche di respingimento, per i diritti dei migranti (richiedenti asilo e rifugiati) e contro ogni forma di razzismo nei loro confronti
- porre al centro la crisi ambientale e la giustizia sociale, contro le logiche del profitto;
- respingere la deriva del riarmo e delle politiche securitarie, affermando che la vera sicurezza passa dai diritti sociali e democratici, opponendosi all’aumento in atto delle spese militari e alla continuazione della politica di integrazione della Svizzera al sistema difensivo della NATO;
- combattere ogni forma di discriminazione, razzismo e regressione dei diritti, combattere la destra fascista e tutte le limitazioni dei diritti di espressione e manifestazione;
- difendere i diritti dei popoli (politici, sociali e culturali) in una prospettiva di solidarietà internazionalista;
- battersi per i diritti dei popoli, per i diritti alla loro libertà ed autodeterminazione. Questo vale per il popolo palestinese, per quello ucraino così come per tutti i popoli i cui diritti all’esistenza vengono messi in discussione dall’imperialismo americano e dagli altri imperialismi in lotta tra di loro. Pensiamo in particolare all’offensiva contro il diritto alla sopravvivenza dei popoli dell’America latina a cominciare da Cuba.
Un’opposizione credibile e coerente deve affermarsi a tutti i livelli istituzionali. Essa non può limitarsi all’attività parlamentare, ma deve esprimersi con chiarezza tanto nei legislativi quanto negli esecutivi. È necessario costruire una linea di opposizione riconoscibile e conseguente, in Parlamento, in Governo, così come nei Municipi e nei consigli comunali, rifiutando logiche di adattamento e compromessi che svuotano di contenuto qualsiasi prospettiva di alternativa politica.
Allo stesso tempo, l’opposizione sul terreno istituzionale deve intrecciarsi con quella sul terreno sociale. Senza mobilitazione, conflitto e iniziativa nella società, nessun cambiamento reale dei rapporti di forza è possibile. Ci pare necessario che, a tutti i livelli, la sinistra riprenda l’iniziativa sul terreno sociale cercando di suscitare mobilitazione e opposizione alle politiche neoliberali che sembrano compattare ormai compattare le forze politiche di destra e di estrema destra.
Accanto a questo riteniamo pure indispensabile avviare fin d’ora un dibattito politico orientato alla costruzione di una presenza unitaria – sia a livello delle elezioni cantonali che di quelle federali – tra tutte le forze che condividono una chiara prospettiva di opposizione e condividono i punti evocati qui sopra. Non si tratta di affrontarla come semplice scadenza elettorale, ma come occasione per rendere visibile e rafforzare un’alternativa politica e sociale, autonoma dalle logiche neoliberali e capace di dare voce agli interessi della maggioranza della popolazione. Più che mai appare necessario ed urgente raggruppare le forze politiche e sociali che si muovono in una prospettiva di rottura con l’attuale sistema economico.
In questo senso invitiamo alla apertura di un confronto a sinistra sulla necessità di rilanciare un’opposizione politica e sociale, di rottura con la logica di governo dominante, rilanciando la lotta sociale, in una prospettiva anticapitalista: solo così potremo restituire speranza e senso di appartenenza a decine di migliaia di salariate e salariati, di cittadine e di cittadini che, disperati, hanno sempre più sfiducia nell’azione politica e sociale e, quando rimangono attivi, si gettano nelle braccia delle promesse della destra populista.
Primi firmatari:
Agostinetti Elia; Beretta-Piccoli Gerry; Catti Danilo; Cavalli Franco; Cicero Vincenzo; Cima Gianni; Cima-Vairora Linda; Colombo Martino; Cozzaglio Ivan; Demaria Pierfranco; Frigeri Alessandro; Fumasoli Demis; Gai Melanie; Galli Gigi; Gambardella Eleonora; Giorla Lorenza; Greppi Spartaco; Majno-Hurst Pietro; Marazzi Christian; Ongaro Guido; Pagani Olivia; Pitta Buetti Nadia; Pronzini Matteo; Savary-Borioli Beppe; Sergi Pino; Sessa Cristiana; Testa Silvano; Testa-Mader Anita; Togni Silva; Verda Enrica.

