Nel penultimo Quaderno abbiamo pubblicato un’intervista con Matteo Pronzini a proposito della proposta di MPS per creare una nuova unità di sinistra contro l’incombente pericolo di una destra che si rafforza. La proposta ha un po’ sorpreso tutti. Nell’ultimo Quaderno Fabrizio Sirica ha preso posizione per il PS fornendo una proposta non proprio chiarissima di creazione di una casa progressista dicendo che la priorità non è un nuovo fronte elettorale. Se non ci sbagliamo, i Verdi non hanno ancora preso posizione ufficialmente. Qual è la tua valutazione globale?
È sicuramente positivo che nel campo progressista ci si mobiliti con discussioni e confronti politici sui temi di attualità. Questa è d’altra parte una necessità che non riguarda solamente l’area progressista del nostro Cantone, ma è una vicissitudine internazionale. Ben venga quindi un confronto sulle possibilità di trovare alternative alle narrazioni isolazioniste, xenofobe e austeritarie della Destra. Noi Verdi non abbiamo preso posizione verso l’esterno, semplicemente perché, se si vuole costruire qualcosa assieme è giusto che se ne parli dapprima tra di noi, senza fughe in avanti di singoli partiti. Poi, si può comunicare verso l’esterno.
MPS ha sicuramente ragione nel dire che siamo in una situazione storica particolare, nella quale si dovrebbe fare lo sforzo supplementare per avere un fronte comune. Lasciando quindi perdere diversi degli screzi passati. Cosa ne pensi?
Che siamo in una situazione storica particolare non lo mette in dubbio nessuno. Come qualcuno alla serata organizzata a Spazio Aperto diceva, parlare di “fronte”, di “Brandmauer”, rinvia piuttosto alla contrapposizione bellica. Con l’aria esplosiva che tira, non sembra proprio una buona idea alimentare questa retorica. Più che combattere gli altri partiti, come partiti progressisti dobbiamo parlare alla popolazione, con una nostra visione politica sufficientemente coesa. Una visione che non alimenti le contrapposizioni esplosive, ma nutra la speranza e la fiducia di trovare soluzione per convivere pacificamente a ogni livello, nazionale e internazionale. Il primo passo è certamente quello di superare gli “screzi” tra i partiti progressisti. Ma alla popolazione non serve a niente se lo “screzio” viene spostato e concentrato sul confine tra partiti progressisti e partiti conservatori. La Storia dovrebbe averci insegnato qualcosa.
A livello federale MPS (come anche il ForumAlternativo) ritiene che sarebbe ora che il PS esca dal Consiglio Federale (CF). I Verdi sembrano invece continuare a battere il chiodo per avere il prima possibile un rappresentante in CF. Cosa ne pensano i Verdi ticinesi?
È evidente che le diverse sensibilità della popolazione non sono più rappresentate dalla “Formula magica”. In 4 punti percentuali, tra il 14 e io 10% circa, abbiamo tre partiti: PLR, Centro e Verdi con rispettivamente 2, 1 o zero rappresentanti in Consiglio federale. È assurdo! Noi riteniamo che il pensiero Verde o ecologico abbia qualcosa da portare negli Esecutivi, quindi anche nel Consiglio Federale. Pensiamo che c’è modo e modo di stare in un Esecutivo e di interpretare il concetto di Collegialità ad ogni livello istituzionale. Non significa appiattirsi e allinearsi in uno sterile unanimismo, ma rimanere in uno spirito dialettico anche di “aspro confronto”, che può arrivare allo “sdraiarsi sui binari”. Quindi sì, batteremo il chiodo.
Recentemente, tramite un pacchetto di atti parlamentari, avete proposto una serie di misure “per finanze cantonali più sostenibili”. Puoi riassumercele e dirci soprattutto qual è la novità principale?
Intanto la novità principale è che non è vero che la spesa nel Canton Ticino è fuori controllo, come UDC e Lega, seguiti a ruota dalle associazioni economiche, PLR e in parte anche dal Centro, vanno mendacemente dicendo da tempo per sdoganare la loro litania sui tagli e relativi sgravi fiscali. Noi Verdi, sulla base delle nostre analisi, abbiamo sempre smentito questa narrazione. Ora, sono però anche i ricercatori a farlo (vedi intervista di Soguel dell’Idheap su La Regione del 14.11.2025 e la recente ricerca di Schultze del Bak Economics). Così anche il Presidente del Consiglio di Stato Gobbi è stato costretto ad uscire allo scoperto e ha dovuto smentire ciò che il suo partito e la Destra hanno invece sempre affermato.
D’altra parte, sull’ultimo Quaderno avete ben mostrato come gli stessi partiti, negli ultimi 10 anni, hanno fatto perdere 225 milioni all’anno con i loro sgravi fiscali. Non dobbiamo però dimenticare gli sgravi precedenti del tandem Masoni-Morisoli per altrettanti 220 milioni di perdite annue, senza pensare alle minori entrate nei Comuni. Ciò che però noi Verdi mettiamo in evidenza è che il Ticino, negli ultimi 30 anni, ha anche incassato 300 milioni in meno all’anno di contributi della Confederazione rispetto alla media degli altri cantoni. Questi sono i risultati della politica di centro-destra: 750 milioni di minori entrate ogni anno per avere comunque ancora i salari più bassi della Svizzera e sentirsi rimproverati per spendere troppo in aiuti sociali! Non ci sono parole per descrivere questo fallimento, al quale bisogna ora porre rimedio.
La nostra proposta è dunque quella di aumentare il gettito fiscale chiedendo un maggior contributo alle fasce più abbienti della nostra società e nel contempo risparmiare sulle uscite dello Stato grazie a ristrutturazioni mirate. Questi soldi ci servono per finanziare l’attuazione delle iniziative sulla cassa malati, l’implementazione di EFAS e le mancate entrate dell’abolizione del valore locativo. Per finanziare la transizione ecologica, proponiamo poi di fare investimenti a debito fino al 2040, modificando a tale scopo il meccanismo del freno al disavanzo. Tutto questo, chiaramente, in attesa di riportare i contributi versati al nostro Cantone dalla Confederazione perlomeno nella media intercantonale.
La nostra intenzione è quella, come ha ben spiegato Sergio Rossi nel vostro ultimo Quaderno, di rimettere in moto l’economia in maniera virtuosa, mantenendo così qualità di vita e pace sociale fra le varie componenti della nostra società: famiglie, economia e anche le persone benestanti che decidono di vivere nel nostro Cantone. Questo è un vero patto di Paese!

