Quello che avevamo previsto (Leggere per credere: Infermiere/ i attenzione! UDC e Liberali vi stanno fregando! Q60, pag. 30) si è puntualmente avverato.
Nonostante che quasi 200.000 persone hanno firmato in pochi giorni una petizione chiedendo al Consiglio Nazionale di non seguire la sua commissione, ma di rispettare la volontà popolare per quanto riguarda l’applicazione dell’iniziativa “Per cure infermieristiche forti”, approvata nel 2021 da quasi due terzi degli svizzeri, la maggioranza borghese del Consiglio Nazionale ha fatto orecchie da mercante.
Sono così state rifiutate le misure già minimaliste proposte dal Consiglio Federale: riduzione dell’orario massimo settimanale da 50 a 45 ore, aumento del 50% dell’indennità per il lavoro notturno e di fine settimana. Niente da fare: il limite massimo rimane 50 ore, il compenso viene aumentato solo del 25%. L’iniziativa esigeva ben altro! La proposta passa ora al Consiglio degli Stati, ma visto l’aria che tira tra i cantoni, sembra escluso che lo scempio venga addolcito.
Salvo organizzare uno sciopero nazionale, le associazioni svizzere degli infermieri e i sindacati non sanno più che pesci pigliare per convincere i parlamentari ad adottare delle misure che evitino una fuga ancora maggiore del personale infermieristico. Gi. ora si calcola che tra qualche anno ne mancheranno decine di migliaia, anche perché sta diminuendo la possibilità di ingaggiare personale frontaliero. Da un po’ di tempo si parla di un grande sciopero nazionale nel giugno 2027. Sarebbe forse ora di anticiparlo. Difatti l’unico mezzo per smuovere i bonzi borghesi rimane l’arma dello sciopero. Usiamolo!

