Un grosso scandalo ha creato da noi il risultato di un’inchiesta giornalistica che ha dimostrato come in Ticino i pacemakers si paghino sino a quasi 13 000 franchi, mentre in certi altri cantoni il costo è di sei volte inferiore!
Le reazioni dei soliti politici di centro-destra sono state le solite storielle, a cui più nessuno dovrebbe credere. Se queste iniquità possono accadere è semplicemente perché a livello federale si accettano i cosiddetti “modelli di prezzo confidenziali”, ossia la prassi dei negoziati segreti tra aziende farmaceutiche o produttrici di equipaggiamenti sanitari e le autorità responsabili. Quindi totale non-trasparenza, possibilità di ogni tipo di accordo mafioso.
Durante l’ultima sessione alle camere federali d’autunno, il Consiglio Nazionale ha una volta ancora dato luce verde a questi modelli segreti con il voto di UDC-Lega, PLR e Centro e la sola opposizione dei Verdi, mentre il PSS si è astenuto. Nella stessa sessione questa famigerata maggioranza di centro-destra ha bocciato la proposta di Berset (una delle poche da lui fatte che sarebbe veramente stata efficace) di creare una rete che garantisca il coordinamento lungo tutta la catena delle cure, p. es. quando i pazienti sono trattati da diversi specialisti: tutto ciò avrebbe poi dovuto figurare su una sola fattura. Oggi difatti il rimpallarsi di pazienti tra vari specialisti, soprattutto nei centri medici privati, è una delle principali ragioni dell’esplosione dei costi.
Ma la maggioranza di centro-destra, alla quale appartengono tutti i grandi capi cassamalatari, ha detto di no a questa misura, che avrebbe sicuramente portato ad ingenti risparmi. E poi hanno ancora la faccia tosta di continuare a raccontare la storiella menzognera, secondo la quale sono i pazienti ad essere responsabili dell’esplosione dei costi della sanità.

