Non ci sarà futuro per l’iniziativa lanciata dai Giovani socialisti “Per una politica climatica sociale finanziata in modo fiscalmente equo”. È stata bocciata dal 78,3% dei votanti e da tutti i Cantoni. Una batosta: infatti l’iniziativa non è riuscita nemmeno a raccogliere tutti i voti della sinistra rosso verde.
L’obiettivo era ambizioso, il principio che l’ha motivata fondato. Poteva essere articolata in modo più elastico, prevedendo riduzioni per i parenti stretti, come avviene in altri paesi europei.
E sarebbe stato utile aggiungere il tema delle disuguaglianze a quello della crisi climatica.
L’opposizione ha messo in campo milioni di franchi per una propaganda isterica e falsa. Si annunciavano migliaia di posti di lavoro persi e maggiori tasse per ognuno: indicazioni fasulle che però hanno spaventato i votanti. Marius Brülhart, professore a Losanna ed esperto del tema, ha dichiarato, alla Regione, che i detrattori dell’iniziativa “ne esagerano spesso l’impatto sulle piccole e medie imprese., la cui esistenza a mio parere non verrebbe assolutamente messa in pericolo”.
In Svizzera la proprietà privata è sacra e si idealizza molto anche la meritocrazia. Sono andati con l’oro in mano anche da Trump, servili e pacchiani. Forse non c’è coscienza dello stato delle disuguaglianze in questo Paese e nemmeno della crisi climatica, prodotta in misura consistente dai super ricchi.
Le grandi ricchezze vanno tassate di più, perché è uno scandalo che i miliardari paghino meno tasse dei lavoratori dipendenti.
Ancora Brülhart: “È una delle imposte meno negative. Spero davvero che il ‘no’ all’iniziativa non ammazzi il dibattito su quest’imposta per altri vent’anni”.

