È un leghista della prima ora, la presunta “gola profonda” che – con le sue segnalazioni ad una commissaria di polizia – ha dato il la all’inchiesta che nell’agosto 2024 ha portato all’arresto di Eolo Alberti. Lo chiameremo Luca, un nome di fantasia, perché pur vantando amicizie ai vertici della Lega non ricopre nessuna carica pubblica.

L’uomo è stato interrogato il 14 ottobre dal Procuratore generale sostituto Moreno Capella nell’ambito del procedimento per reati contro l’onore avviato dalle denunce presentate da Alberti, da sua moglie e dagli eredi dell’ex azionista di maggioranza di Hospita, la società attiva in ambito sanitario attorno a cui ruota l’intera vicenda. Un affare dagli ampi risvolti politici, sfociato in questi giorni con la richiesta di istituire una commissione parlamentare d’inchiesta. Se dal principale fronte penale si è di fatto in una situazione di stallo – la pp Chiara Borelli ha rinviato a giudizio Alberti e l’ex contabile di Hospita per reati finanziari e amministrativi – ecco che l’inchiesta sulla gola profonda sta portando a galla alcuni retroscena inediti.


Camponovo ha bisogno di aiuto

Luca entra in scena a fine marzo 2024 su invito di Claudio Camponovo, direttore sanitario e azionista di minoranza di Hospita. Per il dottore quel mese è stato particolarmente intenso: prima l’elezione del figlio Alvaro a procuratore pubblico tra le polemiche, poi la decisione dell’azionista di maggioranza di licenziare Sabrina Aldi, dipendente di Hospita e membra della commissione giustizia del Gran Consiglio.
È in questo contesto che Camponovo invita Luca all’ARS Medica. «Siamo amici da dodici/tredici anni» dirà l’uomo in interrogatorio. Il medico gli racconta che Aldi ha scoperto che Alberti – fino all’ottobre precedente direttore amministrativo e azionista di minoranza – gli ha sottratto dei soldi. Camponovo chiede a Luca se non conosca qualcuno in grado di risolvere la situazione.


La chiamata a Gobbi

Pur non avendo ruoli politici, Luca è un uomo di rete: conosce diversi poliziotti e dice di frequentare Claudio Zali, consigliere di Stato vicino a Sabrina Aldi. In quel caso, però, si rivolge all’altro consigliere leghista: Norman Gobbi, all’epoca coordinatore della Lega. Una telefonata, avvenuta ad inizio aprile 2024, nella quale Luca riferisce quanto appreso da Camponovo.

Poco dopo, Gobbi inizia la sua indagine personale. Prima incontra Alberti in un parcheggio dello stand di tiro di Taverne. Poi avverte gli altri vertici della Lega e incarica l’avvocato Enea Petrini di stilare un rapporto. È la famosa inchiesta parallela, tutt’oggi oggetto di ampie discussioni politiche.


La domanda che Pagani non fa

Gobbi sarà interrogato dal PG Andrea Pagani il 27 settembre 2024. Curiosità procedurale: gli avvocati degli imputati non vengono convocati e non possono assistere all’audizione. Pagani chiede perché Gobbi ha dato mandato a Petrini di indagare. La risposta del coordinatore leghista è vaga: dice che gli “sono giunte all’orecchio delle voci che circolavano nel Luganese”, riferitegli “da una persona terza completamente slegata dalla società”.

Nessun accenno alla telefonata ricevuta da Luca ad inizio aprile. E soprattutto, nessuna domanda di Pagani per saperne di più. Il PG non chiede a Gobbi di identificare quella “persona terza” né di precisare quali fossero esattamente quelle “voci”.


Dal caffè al rapporto di polizia

Il 15 maggio 2024, Luca si reca a Lugano per accompagnare la figlia a fisioterapia. Durante l’attesa si concede un caffè alla Birreria City o al Bar Capriccio, frequentati da poliziotti. Luca conosce bene quell’ambiente e incontra una commissaria della polizia giudiziaria «conoscente di lunga data». La conversazione verte su Eolo Alberti. Luca racconta quanto gli è stato detto da Camponovo, spiegando che Aldi ha accertato gravi malversazioni. Non dice, perché ne è all’oscuro, che qualche giorno prima Aldi e Camponovo hanno fondato una nuova società attiva nello stesso ambito di Hospita.

Anche il 12 giugno, al bar, Luca fornisce altri dettagli. La commissaria viene così a sapere di un investimento immobiliare a Bioggio, promosso da Alberti tramite un suo vicino di casa, che avrebbe generato un flusso occulto di denaro dalla Hospita verso una società immobiliare. Nelle settimane successive, la commissaria contatterà Luca altre tre volte. Ad inizio luglio, ormai prossima alla pensione, comunica al suo informatore di avere allestito un rapporto. Il suo nome non comparirà mai nell’incarto. Sarà semplicemente “il segnalante”.


Un caso che scotta, ma non è il PG a condurlo

L’8 luglio 2024 il PG Andrea Pagani riceve il “rapporto di segnalazione” firmato dalla commissaria e contenente le informazioni raccolte da Luca. Quest’ultimo non verrà mai formalmente interrogato. Il rapporto specifica un fatto importante: il Consigliere di Stato Norman Gobbi “era venuto a conoscenza di queste malversazioni”.

Il caso è di rilevanza politico-istituzionale. Coinvolge un sindaco membro del cda dell’EOC, una granconsigliera della commissione giustizia e il vicepresidente dell’ordine dei medici, padre di un procuratore pubblico da poco eletto tra le polemiche. Ciò malgrado, Pagani decide di non assumere lui l’incarico e delega tutto a Chiara Borelli.

Nel procedimento per reati contro l’onore è invece Camponovo, assieme a Luca, ad essere attualmente imputato. Il medico è stato interrogato il 14 novembre. Per lui, come per gli altri protagonisti, vale la presunzione di innocenza.