Il 31 ottobre la trasmissione di approfondimento di Rete 2 Laser ha trasmesso un contributo anonimo (!) “Voci dal blackout” che riferiva sulla situazione sicuramente drammatica (e di cui abbiamo parlato spesso nei nostri Quaderni) a Cuba.
Gran parte del contenuto si basava su una lunga intervista alla blogger Yoani Sánchez, che continua a vivere (anche bene!) a Cuba e che diverse fonti attendibili suggeriscono che sia sulla lista paga statunitense. È intervenuto anche un secondo intervistato, anonimo, se possibile ancora più demagogico della Sanchez. I problemi sollevati sono in buona parte veri, anche se nella trasmissione sono stati di molto esagerati e presentati in maniera totalmente demagogica. Oltretutto chi conosce Cuba, sa che gran parte delle responsabilità per questi problemi è da ricercare nel bloqueo asfissiante, con cui da 60 anni gli Stati Uniti cercano di strozzare ed ultimamente addirittura di affamare l’isola. Secondo ”Voci dal blackout” la colpa è invece quasi solo del governo cubano, il quale addirittura si rifiuterebbe “di sedersi al tavolo con gli Stati Uniti per risolvere il problema del bloqueo”. Un’affermazione più idiota di questa è difficile trovarla. Impressionante poi che la RSI abbia messo in onda questo contributo tendenzioso poche ore dopo che l’Assemblea generale dell’ONU ha nuovamente condannato come gravemente illegale l’embargo statunitense (vedasi noterella in “Leggere per credere” in questo numero). Quale organo d’informazione pubblico la RSI è tenuta a criteri d’oggettività, che in questo caso sono stati totalmente ignorati. Diverse organizzazioni stanno valutando una denuncia all’Organo di controllo federale, che qualche anno fa aveva già condannato la Radio romanda per una trasmissione simile, sempre a proposito di Cuba.


