Francesca Albanese, Edizioni Rizzoli, 2025

Di Francesca Albanese si è talmente tanto parlato nelle ultime settimane che è quasi inutile presentarla. Quindi brevemente: è relatrice speciale ONU sulla situazione dei diritti umani nel territorio palestinese occupato. Giurista, docente, studiosa, ha lavorato presso l’Ufficio dell’Alto Commissario per i diritti umani e l’agenzia ONU per i rifugiati palestinesi.

Questo è un libro molto particolare e va semplicemente letto. Francesca Albanese cerca di farci capire la storia, il presente e il futuro della Palestina attraverso dieci storie, dieci vite che rappresentano molte altre e che hanno aiutato la stessa Albanese a capire sino in fondo qual è il problema del dominio coloniale israeliano sui palestinesi e come tutto ciò si manifesta nella vita quotidiana e nella psiche delle persone.

Se vogliamo fare un paragone ardito, si può pensare a un Frantz Fanon al femminile; mentre quest’ultimo (di cui ricorre quest’anno il centesimo della nascita) ci istruiva con una lingua talora dura e un po’ militaresca, l’Albanese ha un touch del tutto femminile, ma alla fine riesce forse ancora meglio a farci capire i disastri, non solo economici, ma soprattutto psichici creati dal colonialismo israeliano.

Non c’è niente da aggiungere: è un libro che tutti devono leggere, soprattutto ora, quando la situazione in Medio Oriente e soprattutto a Gaza è di una tragicità incredibile e quando contemporaneamente Francesca Albanese viene violentemente attaccata dai circoli razzisti e fascistoidi di Israele e degli Stati Uniti.