La nuova legislatura che vede il Parlamento scivolato a destra: UDC + 9 seggi (+ 2 Mouvement Citoyens Ginevra), Verdi –5, Verdi Liberali –6, PS che recupera solo 2 seggi persi dall’estrema sinistra, Centro +1, PLR –1, si sta concretizzando nei fatti tramite tutta una serie di proposte e decisioni chiaramente in linea con il risultato elettorale. Per motivi di spazio non mi è possibile presentare il quadro completo di quanto successo in questo primo anno e mezzo della nuova legislatura, devo limitarmi a presentare alcuni esempi che illustrano la nuova situazione.


Salario minimo cantonale out!

Inizio con la recentissima e forse più grave decisione del Consiglio Nazionale che illustra bene il suo nuovo orientamento. Grazie ad una solida maggioranza di centro destra UDC, PLR, Centro con 109 sì contro 76 no, il Consiglio Nazionale ha approvato la mozione del Consigliere agli Stati Ettlin (Centro) che determina il primato dei CCL sui salari minimi cantonali. I salari definiti nei CCL avranno una validità generale e prevarranno sui salari minimi cantonali anche se inferiori. Sebbene Consiglio Federale e 25 su 26 Cantoni si siano espressi contro, il Parlamento ha approvato la misura che annulla il salario minimo votato dal popolo nei Cantoni. Decisione che porterà ad abbassare il salario anche di 350 fr/mese a diverse categorie di dipendenti nei Cantoni Neuchâtel e Ginevra dove il salario minimo cantonale finora prevaleva su quello dei CCL nazionali. È la prima volta che il Parlamento abbassa i salari ! Adesso la questione torna al Consiglio degli Stati con poche speranze visto che la mozione aveva origine in quella camera che l’aveva già approvata, in caso di conferma verrà lanciato sicuramente un referendum.


Limite 30km/h freni tramite ordinanza

Altro esempio dello slittamento a destra a livello federale, questa volta in materia ambientale, sicurezza stradale e qualità vita, la decisione delle due Camere di approvare la proposta del Consigliere Nazionale Peter Schilliger (PLR, Lucerna), che chiede di impedire l’introduzione del limite di 30 km/h sulle strade principali orientate al traffico all’interno dei centri urbani. Schilliger propone di modificare la Legge sulla circolazione stradale, definendo che le arterie di traffico interno rimangano a 50 km/h, riservando il 30 km/h solo a strade a scopo residenziale o su decisione locale supportata da motivazioni specifiche. Una proposta che limita l’autonomia comunale, negli ultimi anni molti comuni avevano introdotto limiti a 30 km/h per motivi ambientali (rumori e di sicurezza), ad esempio Losanna, Friburgo, Berna ecc. Città rossoverdi ormai invise alla destra che ora per buona pace del tanta decantata autonomia locale brandisce il grimaldello della Confederazione. La mozione accolta dalle Camere che ora oltretutto gode di un inopportuno assist del Consigliere Federale Rösti il quale intenderebbe farla adottare dal Consiglio Federale tramite modifica dell’ordinanza facendo strame dei tanto decantati diritti popolari, vedi possibilità di referendum. Consiglio Nazionale, Consiglio degli Stati e al momento Consigliere federale chiaramente allineati a destra!


Politica migratoria sotto tiro

Anche nella politica migratoria la destra sta premendo. L’UCD ha proposto tutta una serie di mozioni che hanno ottenuto la maggioranza in Parlamento grazie all’appoggio PLR e di buona parte del Centro. Mozioni che vanno dallo scambio di dati sui migranti illegali al divieto del ricongiungimento familiare per gli ammessi provvisoriamente, proposta quest’ultima particolarmente disumana che impedirebbe il ricongiungimento familiare con mogli o figli minorenni a rifugiati da zone di guerra, non eligibili a asilo politico ma non rimpatriabili quindi ammessi provvisoriamente. Si tratta di circa cento di casi all’anno, famiglie che rimarrebbero spezzate e che anche l’Associazione dei Comuni Svizzeri ritiene vadano ricongiunte. La proposta che toglierebbe la speranza di rivedere famiglie riunite e al sicuro è stata accolta dal Nazionale (105 Sì / 72 No / 9 Astenuti).I n questo caso la mozione è poi stata bocciata agli Stati grazie anche alla pressione delle oltre 120mila firme raccolte in 24 ore dalla petizione PS.


Meno Servizio Civile più militare

Il Consiglio Nazionale ha approvato con 119 Sì contro 73 No e 1 Astenuto (ricordo che UDC PLR e Centro dispongono di una comoda maggioranza di circa 120 su 200 parlamentari) una modifica della legge sul servizio civile intesa a garantire l’applicazione della disposizione costituzionale secondo cui non vi è libertà di scelta tra servizio militare e servizio civile. In altre parole per rinfoltire l’esercito si vuol limitare fortemente l’accesso al servizio civile a tutta una serie di casi; ad esempio a coloro che pur avendo iniziato il servizio militare se ne pentono, optando per un’attività più utile alla società. Anche in questo case all’origine c’è una mozione dell’UDC approvata sempre grazie alla maggioranza citata che ora il Consiglio Federale ha tradotto in modifica di Legge. Oltre a limitare i diritti perderemo molti civilisti che lavorano nel settore assistenza e cure, ad esempio case per anziani o nella protezione dell’ambiente e della natura, lo scorso anno per quasi 2 milioni di ore. 

La deriva a destra anche in materia ambientale del PLR per rapporto alla presidenza precedente, ha nel frattempo generato un’importante defezione con il Consigliere Nazionale Jauslin Argovia che ha lasciato il PLR per accasarsi nei Verdi Liberali, fatto che illustra bene il trend in corso nel PLR già dalla legislatura passata che si affloscia sempre più sulle posizioni UDC. Oltre al rafforzamento numerico l’UDC può ormai contare sull’appoggio del PLR e di buona parte del Centro. 

Fortunatamente fuori da Palazzo siamo comunque riusciti a spuntarla su alcuni temi di grande importanza, la 13ma AVS, la bocciatura del credito di 5 miliardi per l’ampliamento delle autostrade ma anche l’approvazione della legge sull’elettricità..a riprova che malgrado gli esiti elettorali nei Cantoni dopo le elezioni federali del 2023 che continuano a premiare soprattutto l’UDC, si può rimediare a livello popolare anche in situazioni insperate.