Questa volta non sono bastati i ricatti e le bugie del governo. La popolazione ticinese ha accettato l’iniziativa del partito socialista che chiedeva di mettere un limite al 10% del reddito disponibile ai premi della cassa malati. Addirittura ha accettato anche l’iniziativa della Lega che permette uno sgravio fiscale, di cui a beneficiarne sono soprattutto i detentori di redditi alti e molto alti. Il Consiglio di Stato, per spaventare i cittadini, aveva annunciato che l’iniziativa sul 10% sarebbe costata 300 milioni di franchi, mentre numerosi esperti avevano ritenuto che questo importo sarebbe stato di soli 50 milioni. Un modo di comunicare inaccettabile. Una posizione inaccettabile che misconosce i problemi dei cittadini. Una posizione inaccettabile di un governo che ha promosso numerosi sgravi fiscali per soddisfare i suoi amici, ma non ha fatto nulla per sgravare i cittadini dai costi esorbitanti della sanità. Ora, c’è da sperare almeno che, primo: non trovi scuse per procrastinare l’entrata in vigore. Secondo, che la ricerca delle risorse sia fatta in modo sociale.

Una sua vendetta, come sta succedendo a livello federale, in cui il Consiglio federale vuole punire i cittadini con l’aumento dell’IVA per aver accettato la 13. mensilità dell’AVS, sarebbe incomprensibile. Va detto che l’iniziativa sul 10% ha corso un grave pericolo quando i proponenti hanno suggerito pubblicamente come si avrebbe potuto finanziare la proposta. Infatti, ha scatenato una serie infinita di critiche di ogni tipo. Forse anche per questo ha raccolto meno consensi rispetto all’iniziativa della Lega (57.08% rispetto a 60.5).

Come ci si poteva aspettare, la loro buona fede è stata strumentalizzata, perfino da esponenti delle Istituzioni. In ogni modo i risultati odierni dimostrano, dopo il voto positivo sulla 13. AVS, che un’iniziativa può aver successo se d’un lato, corrisponde a un’esigenza della popolazione e, d’altro lato, se è sostenuta da una campagna chiara, seria e diffusa.


Ora una cassa malati federale, 
unica e con i premi in funzione del reddito

Il voto del 28 settembre non risolve i problemi dei costi dalla sanità e non lo poteva evidentemente fare, contrariamente a quanto affermavano coloro che la combattevano. Intanto va chiarito che i costi della sanità stanno aumentando in seguito all’invecchiamento della popolazione, agli avanzamenti tecnologici e all’aumemto importante dei prezzi dei farmaci, ma non in modo esponenziale. Essi, dal 2000 al 2025, in venticinque anni, sono passati dal 9.1% del prodotto lordo a circa il 12%. Corrisponde grosso modo ai costi in Francia (11%), Germania (12%), Gran Bretagna (10.5%). Molto meno degli USA (17.6%). 
In Svizzera la legge federale subordina la politica sanitaria alla libertà di commercio. Non a caso non è possibile regolamentare l’attività ambulatoriale e le cinquanta casse malati non svolgono nessun serio lavoro di controllo dei prezzi.

Per questa ragione, il 30 agosto scorso, l’Associazione per la difesa del servizio pubblico, in collaborazione con altre associazioni, ha organizzato una giornata di studio per il lancio di un’iniziativa popolare a livello federale per l’istituzione di una cassa malati unica con i premi in funzione del reddito. Gli interventi di numerosi esperti hanno dimostrato che una simile istituzione potrebbe permettere un controllo e probabilmente anche una diminuzione dei costi attraverso una pianificazione di tutte le prestazioni sanitarie, la soppressione di doppioni, il controllo dei salari dei medici, la limitazione dei costi dei farmaci che sono tra i più cari in Europa, anche se prodotti da ditte con sede in Svizzera. Non da ultimo non sarebbe più necessario versare stipendi milionari a 50 direttori delle casse malati.

Il presidente dell’Unione sindacale svizzera, Pierre-­Yves Maillard, presente alla giornata di studio, ha ricordato che è in corso la preparazione di un testo e l’iniziativa verrà lanciata probabilmente in primavera del prossimo anno da un ampio fronte di organizzazioni.

Il 28 settembre abbiamo ridotto i costi per le famiglie in Ticino, come avevano già fatto i cantoni Vaud e Grigioni. Con la nuova iniziativa potremo quindi fare un altro grande passo: ridurre i costi della sanità, garantendo una medicina di qualità.