All’inizio AMCA (Associazione d’aiuto medico al Centro America) fu duramente attaccata dalla destra ticinese. La “Gazzetta Ticinese”, allora portavoce dell’estrema destra ci definì “una banda di utili idioti al servizio di Mosca”, già allora fonte di tutti i mali.
Chiedemmo perciò aiuto a Max Frisch, che ci fornì questo bel testo che servì ad aprirci molte porte e… qualche borsellino. Lo ripubblichiamo non solo per celebrare i 40 anni di AMCA, ma anche perché l’ultimo paragrafo solleva la stessa domanda di allora: quanto è schiavo il nostro Consiglio Federale di potenze estere; e per quali ragioni lo è?
Allora tacendo quando i Contras finanziati da Washington, massacravano i nicaraguesi (compresi due volontari svizzeri!). Oggi quando il criminale di guerra Netanyahu, finanziato e sostenuto da Washington, compie un efferato genocidio.
In onore dei 40 anni d’esistenza di AMCA
Ma a noi cosa ce ne importa del Nicaragua?
Max Frisch, 14 novembre 1986
I crociati
Molto tempo prima che esistesse l’Unione Sovietica, che in qualità di impero del male teneva sotto la sua tutela i popoli schiavizzati dell’America Centrale, esisteva la stessa politica americana.
1899
Gli Stati Uniti mandano navi e truppe in Nicaragua: per la difesa delle proprietà di cittadini nord-americani.
1903
Cuba è obbligata a cedere dei territori per le basi marine americane; contratto con Cuba, secondo il quale Cuba potrà stipulare degli accordi commerciali con i paesi del Terzo Mondo, previa autorizzazione degli Stati Uniti.
1906
Taft, il ministro della difesa americana, si nomina governatore generale della Repubblica di Cuba durante un viaggio attraverso Cuba.
1907
Trattato di pace con gli Stati dell’ America Centrale basato sul principio del non riconoscimento dei governi che nascono da tensioni interne.
1908
Il ministro degli esteri Root dichiara: “è solo una questione di tempo finché il Messico, l’America Centrale e i Caraibi, che ancora non possediamo, si uniranno sotto la nostra bandiera”. Root ottiene il Premio Nobel per la pace e gli Stati Uniti bombardano ed occupano fino al 1925 il Nicaragua.
1921
Ad Haiti gli Stati Uniti nominano un alto commissario con pieni poteri.
1929
I soldati della Marina americana distruggono 70 villaggi in Nicaragua.
1963
Elezioni nella Repubblica Dominicana; Bosch viene eletto e subito destituito dall’esercito. Il senatore americano Morse dichiara: “Numerose imprese nordamericane hanno pagato lo sciopero statale”, e si può dire la stessa cosa per l’assassinio di Salvador Allende in Cile.
Ecc.
Tutto ciò si presenta come una crociata contro l’impero del male e non pochi americani capiranno perché ho versato un premio letterario americano (25’000 US$) all’aiuto svizzero per lo sviluppo in Nicaragua, dato che lì (e loro lo sanno) vi sono armi sovietiche, trattori sovietici! È vero! Ma i nicaraguensi non hanno forse il diritto di difendersi dalle armi americane? E di certo non riceveranno nessun arma dalla Svizzera. E quando gli Stati Uniti da sempre il loro partner commerciale, boicottano ogni forma di commercio, allora a chi si rivolgono per procurarsi il minimo indispensabile? Essi cercano di diventare padroni in casa propria, cercano l’indipendenza. Ma lo stratagemma escogitato dai crociati di Washington, dai saccheggiatori di ieri e dell’altro ieri, è proprio quello di spingerli alla dipendenza dall’Unione Sovietica per poterli attaccare.
I diritti dell’uomo
Qual’era la situazione dei diritti dell’uomo durante la dittatura di Somoza? A Washington non dava alcun fastidio, come del resto non lo dà oggi il regime di tortura in Cile. E il Salvador?
Democrazia con elezioni sì, e con gli squadroni della morte del governo, non disturba Washington. Il regime del Nicaragua vara una costituzione nella quale si rinuncia alla pena di morte.
Risultato: ex soldati di Somoza vengono dotati di armi, il credito di Washington quest’anno ammonta a 100 milioni di dollari, senza contare l’addestramento dei mercenari nell’Honduras e ultimamente in Texas, che poi in Nicaragua uccidono qua e là cooperanti e distruggono villaggi di agricoltori.
Questo non è terrore? Quando i sommozzatori della CIA (il ministro Weinberg non ne sa nulla) minano un porto nicaraguense, questa non è guerra?
E il compagno Auber non protesta a Vienna.
Una condanna da parte della Corte di Giustizia Internazionale dell’Aia, ma va là!
Per ora è il Presidente Reagan che decide cosa sia il diritto internazionale.
Le menzogne di Reagan e noi
Quando il Presidente Reagan, con pubblico atteggiamento paternalistico, e il suo ministro degli esteri Schultz, pure senza scrupoli, dichiarano che la disinformazione della stampa mondiale (come accadde di recente a proposito della Libia) fa chiaramente parte dei mezzi della loro politica, allora se si parla di menzogna di Reagan non si tratta di un insulto a un Capo dello Stato straniero, ma semplicemente un riferimento alla sua disinvoltura. Chiaramente il Nicaragua non è l’unica menzogna di Reagan.
Ci rimane solo il silenzio?
Il Consiglio federale svizzero non rappresenta la nostra coscienza, bensì l’economia svizzera.
Se facciamo nostra la menzogna di Reagan (come lo pretende dai vassalli l’attuale ambasciatrice a Berna) o non l’accettiamo, questo è il quesito: fino a che punto la Svizzera, governata dall’economia, vende oppure ha già venduto la sua sovranità politico-morale?

