Avevo sperato in una domenica trionfale: un Sì all’iniziativa del 10%, un No a quella della Lega per i premi di cassa malati (che favoriva i più abbienti), gli ultimi sondaggi avevano lasciato sperare addirittura un No all’abolizione del valore locativo: per quanto riguardava l’ID sembrava non esserci partita, il No era garantito.

Poco dopo le 12 la prima proiezione per la votazione federale sul valore locativo (non capirò mai perché in Ticino non si sia capaci di fare delle proiezioni (né quando ci sono votazioni come queste né per le varie tornate elettorali) indicava chiaramente che il valore locativo sarebbe stato abolito: un regalo ai più abbienti (tanto più grande quanto più ricchi sono), una perdita per le varie casse statali di circa 2 miliardi. Quando si dovrà passare alla cassa, i più fregati saranno poi gli inquilini, che finanzieranno il grande regalo ai ricchi proprietari di immobili.

Per fortuna il mio scoppio di malumore è stato presto addolcito dalle prime notizie, che davano come sicura la vittoria dell’iniziativa della sinistra per limitare i premi di cassa malati al 10%, con una percentuale simile a quella con cui si era accettata nel 2024 la stessa proposta a livello federale (58%).  Indubbiamente la stangata arrivata qualche giorno prima con un nuovo, stratosferico aumento dei premi di cassa malati ci aveva dato una mano.

Credo però che per una volta anche la campagna elettorale della sinistra sia stata buona: il PS non l’avevo mai visto così impegnato, a poco a poco si ricomincia a capire che le votazioni si vincono con il porta a porta e contattando capillarmente le persone.

Qualche sbaglio era si stato fatto: si veda il paginone nel CdT prima della conferenza stampa con delle proposte economiche, un po’ troppo complesse e contorte. Ma l’impegno, finalmente, c’era stato ed è ciò che conta.

Ottima l’argomentazione ripetuta ossessivamente da MPS su un più che possibile aggravio fiscale alle grandi fortune, se bisognerà cercare nuove risorse.  Poi, doccia fredda, la notizia che sarebbe stata accettata anche l’iniziativa della Lega.

Chiaramente, oltre che a pesare sulle casse statali, la deducibilità dalla tassazione favorisce, ancora una volta, i più abbienti, mentre porta ben poco alla classe medio-bassa. Ma questo i Ticinesi, nella loro incavolatura per i premi esorbitanti, sembrano non averlo ben compreso.

Avevo deciso di neanche occuparmi della votazione sull’ID, tanto ero sicuro che sarebbe passata senza problemi.  Poi, grande sorpresa, un risultato risicatissimo, che dimostra un crescente scetticismo verso le innovazioni tecnologiche della modernità, ma anche una sfiducia crescente verso lo stato.  Si veda la differenza nel voto dei cantoni romandi (sempre più progressisti) per quanto riguarda il valore locativo (Röstigraben chiaro), mentre sull’ID parecchi si sono schierati con il No.  Qualche riflessione in proposito bisognerà farla.

A proposito dei 30km i Luganesi sembrano non aver tenuto conto della lezione appena arrivata da Helsinki: dopo che l’anno scorso tutta la città era stata mesa ai 30km/ora, in un anno non c’è più stato neanche un morto dovuto alla circolazione automobilistica… peccato!

Ad ogni modo, le mie aspettative per una domenica trionfale da champagne si sono ridimensionate, anche se la vittoria sull’oggetto principale (l’iniziativa del 10%) rappresenta sicuramente un evento storico, per il cantone e per la sinistra.

A partire da qui bisognerà costruire l’alternativa politica e sociale per il futuro.