A Carona piscina chiusa in attesa di un campeggio di lusso, ad Agno milioni di franchi per il traffico aereo dei multimilionari. 
Pioggia di denaro dei contribuenti ai privati invece di servizio pubblico: questa è Lugano!

A Carona, il Municipio si rifiuta di aprire la piscina, anche solo provvisoriamente quest’estate, perché vuole imporre il progetto, concordato con il TCS, di un glamping, un campeggio di lusso. La Città dovrebbe finanziare la struttura con 10,5 milioni di franchi; il Touring partecipa con 6 milioni e ottiene un diritto di sfruttamento per 40 anni. Il piccolo comune di Carona ha gestito con successo per 55 anni la piscina. Dopo l’aggregazione, condita da molte promesse non mantenute, il “quartiere” è dimenticato e la Città non è in grado di gestire un bene pubblico che è stato utilizzato da decine di migliaia di abitanti e di turisti. Purtroppo c’è un peccato originale: l’approvazione del progetto di svendita da parte del Consiglio comunale, con i socialisti concordi.

Pochi chilometri più a ovest, sul piano del Vedeggio, l’aeroporto di Agno necessita di investimenti e di ristrutturazioni. Secondo il direttore Davide Pedrioli, il Municipio si appresta a varare un progetto di rilancio con investimenti di 60 milioni di franchi (in due tappe). Però, nel frattempo, potrebbero mancare all’aeroporto circa 5 milioni all’anno di sussidi federali che Berna intende stralciare. “I grossi aerei privati non potrebbero sicuramente più atterrare” ha affermato il sindaco Michele Foletti. Il quale si preoccupa pure per il fatto che “il proprietario di Guess (ditta assurta alle cronache per licenziamenti, minacce ai dipendenti, mobbing, discriminazioni di genere, molestie e ritorsioni, ndr) ha detto che se non ci fosse più l’aeroporto, che utilizza regolarmente un paio di volte al mese, chiuderebbe l’attività”. Dunque, la collettività mantiene l’aeroporto per i super ricchi che usano i loro jet privati, “i mezzi più inquinanti e iniqui del pianeta che non soggiacciono a tasse sul CO2” (Bruno Storni).

Ecco la morale della politica luganese: da una parte si chiude o si svende una bellissima piscina che è un fiore all’occhiello utilizzata da decine di migliaia di abitanti e turisti, dall’altra si vuole salvare un aeroporto che è utile soprattutto per pochi supericchi. A Carona, con i 10 milioni (o anche meno) che si vogliono regalare al TCS si potrebbe rilanciare la piscina come un prezioso bene pubblico; ad Agno si trovano 60 milioni di franchi per il traffico di jet dei multimilionari. La scuola di volo e i piccoli velivoli possono infatti essere spostati a Magadino. L’aeroporto di Lugano è un pozzo senza fondo. Già nel 2019 il Municipio intendeva investire una sessantina di milioni, poi il progetto è fallito. Ora si torna alla carica con una finta collaborazione tra pubblico e privato, in quanto paga soprattutto il pubblico, cioè i contribuenti luganesi. Chi vola con aeroplani di 60 o più milioni di franchi, paghi anche la pista che utilizza. Altrimenti si chiuda baracca e si pensi ad un uso pubblico dello spazio, con servizi sportivi e di svago per la popolazione, inserendolo nel progetto di Parco del Vedeggio che i Cittadini per il territorio del Luganese stanno promuovendo.

L’abbecedario dell’immobilismo luganese è ricco. 

Abitazioni. Alloggi a prezzi moderati sono sempre scarsi, ma ci sono molti appartamenti di lusso sfitti. Se ne parla da decenni, ma la Città non ha mai promosso una politica dell’alloggio a prezzi moderati. La Cassa pensioni della Città ha venduto centinaia di appartamenti. Il progetto di cooperativa Vivere Lambertenghi dovrebbe finalmente partire, gestito dall’Organizzazione cristiano sociale, e rimane un unicum: 20 appartamenti a pigione moderata in una città di 68 mila abitanti.

Campo Marzio. Tempi biblici. Se ne discute dal 1954, precisa il Municipio. In attesa del nuovo centro esposizioni, che non sarà pronto prima del 2038, si prevede di investire 3,2 milioni di franchi per la manutenzione di capannoni obsoleti. 

Ciclopiste. La Città è in perenne ritardo. Ma non mancano progetti fantastici. Dalla stazione FFS a Massagno si prevede una ciclopista del costo di 12,2 milioni di franchi per 360 metri. Marco Vitali, presidente di Pro Velo, afferma che “bisogna fare una scelta di campo, dire chiaramente: favoriamo questo tipo di mobilità. Bisogna cambiare, bisogna svoltare”.

Finanze. Si risparmiano 5,6 milioni di franchi per il personale per “la mancata e immediata sostituzione di personale partente e la ritardata assunzione di nuovi collaboratori”. Altri dieci milioni tagliando soprattutto sulla cultura (LAC, MASI, OSI, ecc.) e forse anche i contributi per l’USI. Poi, con logica palazzinara, il Municipio pensa di incassare 250 milioni vendendo alcuni edifici pubblici (Villa Negroni, gli stabili in via della Posta, Castagneto di Castagnola, Casinò e forse anche Villa Heleneum, un gioiello che la Città non è stata in grado di valorizzare). Investimenti nel buco di Cornaredo e progettualità morta. 

Lungolago. Il vecchio quai è un reperto d’epoca, con il sottopasso “orribile e puzzolente tra Palazzo Civico e il Ceresio” (Marco Solari). Il progetto degli architetti Buletti e Fumagalli di ridisegnare l’area attorno al Municipio è finito nel cestino. Quattro anni fa sono state presentate nuove proposte per la riqualifica del lungolago. Attendiamo speranzosi nuovi sviluppi.

Macello. Stendiamo un velo pietoso sul tema degli spazi a favore dei giovani. Le prime rivendicazioni risalgono al 1972!

PAL5. Il Piano di agglomerato gira a vuoto. L’Associazione traffico ambiente (ATA) come pure i Cittadini per il territorio, criticano misure che vengono sbandierate e mai attuate. L’agglobus si attende da anni: ci vogliono più trasporti pubblici e meno auto in centro, meno posteggi, più percorsi pedonali e ciclabili.

Pdcom. Il Piano regolatore comunale è un libro dei sogni a cui hanno lavorato una trentina di esperti. Grandi visioni, pianificazioni e costellazioni invece dei quartieri. La Commissione della pianificazione lo definisce “astratto” e “poco chiaro”. Cosa e come sarà Lugano?

Povertà. I beneficiari dell’aiuto sociale in Città sono sempre di più. A settembre ricevevano l’assistenza 1327 persone, il 7,1% più dell’anno prima. Il salario reale degli abitanti è diminuito negli ultimi tre anni. Nella ricca Lugano la povertà aumenta e le organizzazioni caritatevoli devono soccorrere sempre più persone.

Promenade Villa Favorita. Anche qui, prima l’interesse privato, poi quello pubblico. È una passeggiata avvelenata dal CO2. Invece di un percorso pedonale nel parco lungo il lago, come aveva approvato il Consiglio comunale, il Municipio ha deciso di percorrere la strada a monte della villa, con 8500 passaggi di auto al giorno.

PSE. Basta citare Michele Foletti (quando non era ancora sindaco): “È cominciato male e finirà peggio”. Comunque il progetto viene corretto cammin facendo, e non in meglio. Riduzione del numero di posti allo stadio. Abolizione delle finestre del palazzetto dello sport, già battezzato sarcofago! Come dice il Comitato cittadino di sorveglianza del PSE, il Polo “che si sta costruendo non è quello che è stato votato dalla popolazione”.

Tether, o “Piano B”. Ecco l’unica luce di una Città buia! La gallina dalle uova d’oro, secondo il sindaco. È il progetto che dovrebbe rendere Lugano “la capitale delle criptovalute d’Europa”. Sara Beretta Piccoli, deputata dei Verdi liberali – scrive la Wochenzeitung – “vede nella stretta collaborazione con Tether un alto rischio: che la città si leghi a un settore economico alimentato dal riciclaggio di denaro, di nuovo”.

Le voci che abbiamo elencato rivelano solo e sempre aspetti negativi: come mai Lugano fa così fatica a scegliere una politica favorevole ai suoi cittadini?