Era il maggio di 10 anni fa, quando abbiamo consegnato le firme per l’iniziativa popolare per l’istituzione di una assicurazione che copra le spese delle cure dentarie essenziali. Il 28 maggio 2015 la Cancelleria dello Stato ci comunicava che l’iniziativa con le sue 8.283 firme era convalidata, ciò che veniva poi pubblicato il giorno dopo nel Foglio Ufficiale. Dopo 10 anni, siamo ancora ai piedi della scala e al Palazzo delle Orsoline si fa di tutto per rinviare la discussione di questa iniziativa alle calende greche.

Quando Beltraminelli era ancora il Consigliere di Stato responsabile ci aveva proposto come controprogetto una miseria, cioè di pagare una visita dentistica annuale di prevenzione, ma solo per coloro che ricevono i sussidi di cassa malati. Naturalmente il comitato d’iniziativa, di cui fanno parte tutti i principali sindacati e le organizzazioni di sinistra, ha rifiutato. Per diversi anni è stato poi il silenzio assoluto.

Dopo aver sollecitato una presa di posizione, l’attuale responsabile del dipartimento, Raffaele De Rosa, ci ha più o meno proposto la stessa cosa. Il Consiglio di Stato poi ha passato la patata bollente, con preavviso negativo e senza formulare nessun controprogetto, al Gran Consiglio. Da allora, salvo qualche borbottio, niente di concreto. Eh sì che non sarebbe così difficile, se ci fosse la volontà politica e un po’ di voglia di uscire dal letargo, formulare un controprogetto sensato ed accettabile.

Penso, dopo averlo segnalato anche alla commissione del Gran Consiglio, a quanto era stato discusso nel Gran Consiglio del Canton Vaud dove si era proposta una tassa sulle bevande zuccherate, una delle cause fondamentali della carie dentaria. Ma nonostante che secondo tutti i regolamenti sia l’iter da parte del Consiglio di Stato che quello gran consigliare dovrebbero già essere terminati da molti anni, si continua a giocare a schivare l’oliva, anche perché probabilmente si ha paura di una discussione in pubblico.

Difatti per il dipartimento il problema è sempre stato giudicato non importante, anche se si sa che una parte importante della popolazione non è più in grado di sopportare le spese delle cure dentarie e quindi le trascura. Questo, per chi ha anche solo nozioni rudimentali di medicina, rappresenta un grave pericolo per la salute, soprattutto per le persone anziane. Oltretutto sono sempre più numerosi i ticinesi che vanno a farsi curare i denti fino in Slovenia o in Ungheria. In occasione del 10° anniversario dell’ufficializzazione di questa importante iniziativa popolare tuttora disattesa, sarebbe forse una buona idea di organizzare un rumoroso sit-in in Piazza della Foca, per cercare di svegliare il can che dorme.